Penisola Calcidica

Nickname
kozan
Durata (giorni)
27
Tipo di Roulotte
Tabbert Comtesse

 

Scarica il viaggio di kozan in pdf: greciaViaBalkani.pdf

Eccoci qua,pronti per l’ennesima avventura!

Per le vacanze di agosto 2013 la meta sarà una regione della Grecia che ancora non conosciamo:la penisola Calcidica...quella delle “tre dita”.

Abbiamo scelto la Grecia per svariati motivi: per una meta di mare la preferiamo all’Italia a causa del costo inferiore dei suoi campeggi,perchè non è necessaria alcuna prenotazione e perchè due anni fa nel Peloponneso ci siamo trovati molto bene sotto ogni punto di vista,speriamo di poter ripetere la positività dell’esperienza.

La particolarità del viaggio di quest’anno sarà...proprio il viaggio!
Come alcuni avranno infatti intuito abbiamo deciso di arrivare nella Calcidica via terra attraverso i mitici Balcani.

Attraverseremo gli stati-simbolo della ex-Jugoslavia:Croazia,Serbia e Macedonia e ne visiteremo le rispettive capitali:Zagrabia,Belgrado e Skopje.

Balcani:un nome che affascina ma che incute anche timore per la sua storia recente e meno recente legata alle guerre intestine e dalle tensioni che da sempre lo caratterizzano.

Certamente al giorno d’oggi la situazione è molto più tranquilla rispetto a 15 anni fa ma questa citazione estrapolata dal sito del Ministero degli Esteri rende bene l’idea di ciò che si può ancora trovare in alcune zone dei Balcani e della Macedonia in particolare:
“Si consiglia di evitare i luoghi di manifestazioni e di assembramento e si sconsigliano viaggi nelle zone di montagna al confine con il Kosovo a causa della strutturale situazione di precarietà che caratterizza quell’area e dove, fra l’altro, non sono infrequenti gli incidenti derivanti dall’uso di armi di fuoco nel corso di festeggiamenti.”

Ovviamente il lungo nastro di asfalto che dal confine italiano ci condurrà in Grecia passerà proprio a ridosso del Kosovo.

Quella dei Balcani non sarà una veloce attraversata, abbiamo stabilito di fare almeno tre soste nelle tre citate capitali,in ognuna di queste è presente un campeggio,abbiamo già deciso che se i campeggi saranno serviti da mezzi pubblici lasceremo a riposo la macchina per la visita della città.

La vacanza 2013 sarà quindi una vacanza di movimento nella sua prima parte mentre nella seconda parte sarà caratterizzata da un relativo stanzialismo consentendoci quindi di sfruttare appieno le potenzialità del treno caravanistico.

La penisola Calcidica ha due propaggini visitabili:Cassandra e Sitonia mentre la più orientale il Monte Athos non è facilmente visitabile essendo una repubblica autonoma di tipo monastico.
Abbiamo letto di visite al Monte Athos organizzate su barconi turistici ma il carattere troppo commerciale e carnevalesco che caratterizza queste uscite ci ha fatto decidere di rinunciare.

Le nostre soste nella Calcidica saranno quindi due,una per ognuna delle penisole visitabili.

Non abbiamo ancora deciso in quali campeggi ci fermeremo e quanto a lungo:vivremo la situazione come si presenta e decideremo sul momento.
Molto sarà lasciato all’improvvisazione:se avanzasse tempo ci piacerebbe visitare la zona dei monasteri delle Meteore ma sono decisamente fuori mano rispetto alla Calcidica,potrebbero essere una tappa di visita se decidessimo di rientrare via mare (imbarco ad Igumenitsa) rinunciando al l viaggio a ritroso via terra,vedremo.

Equipaggiamento:la nostra Tabbert partirà certamente a pieno carico con tendalino,cucina esterna,telo pavimento,grande telo frangisole nel caso capitassimo in piazzole assolate(eventualità abbastanza comune nei campeggi greci da noi visitati).

Rimarranno a casa le pareti laterali,inutili viste le temperature che ci aspettiamo di trovare.

Il tagliando alla fedele Grand Cherokee è stato fatto,la roulotte chiede solo di puntare il timone verso sud,ci aggiorneremo tramite i WIFI che incontreremo oppure tramite gli SMS che vi faremo pervenire.

Data partenza: domenica 4 agosto,rientro: domenica 1 settembre.

6 agosto
Balkan prima tappa:Zagreb!
Fratelli eccoci arrivati  a Zagabria,la capitale della Croazia.
I Balcani sono infuocati nel vero senso della parola:durante la tappa di trasferimento che ci ha condotto dal Friuli fino a Zagabria la temperatura è sempre stata ben oltre i 30° con punte da 36° in autostrada.

La tappa odierna è stata piuttosto breve,i 240km che separavano il confine italiano di Gorizia al camping Plitvice di Zagabria sono stati coperti in un battibaleno,complice l’assenza di controlli radar che ci hanno consentito di viaggiare a 100km/h senza difficoltà.

Con grande gioia ho fatto il pieno di benzina e GPL non appena varcato il confine sloveno,la differenza di prezzo con l’Italia è ben avvertibile.

Camping Plitvice: il campeggio,unico della capitale,è annesso all’omonimo Motel ed è situato a ridosso dell’autostrada con conseguente rumore di traffico a qualsiasi ora del giorno o della notte.

Grazie al cielo è ben ombreggiato ma questo fatto,unitamente ai bagni puliti è l’unica nota positiva di questo impresentabile campeggio:piazzole abbandonate al loro destino nel senso che non vengono pulite da ramaglie e fogliame,colonnine vecchie,rumore dell’autostrada,servizi vecchi,non un market,non una piscina,il tutto per la somma di 26 euro al giorno.

Non ce ne siamo fatti un grosso problema perchè abbiamo utilizzato il campeggio solo ed esclusivamente come base ed abbiamo trascorso l’intero pomeriggio in città ma il fatto che questo campeggio compaia nella guida ACSI ci è parso decisamente eccessivo.
Più che di un campeggio sembra trattarsi di una area di sosta autostradale preclusa ai camion e con buoni servizi igenici.

Per raggiungere il centro città abbiamo optato per i i mezzi pubblici visto che la il treno caravanistico non è stato nemmeno sganciato,ma divertente è il modo,tutto balcanico,che abbiamo dovuto utilizzare per raggiungere Zagabria:
in reception ce l’avevano venduta come una cosa superfacile:si esce dal campeggio,si percorrono 400mt e si raggiunge la fermata del bus 112 al capolinea del quale si cambia prendendo un tram che porta in centro.

Peccato che i 400 metri che separano la reception dalla fermata del bus siano in parte su una sentiero che costeggia l’autostrada non esistendo altra strada che non sia l’autostrada per lasciare il campeggio.

Non ci siamo fatti un problema,abbiamo visuuto la cosa come la vivrebbe un abitante del luogo e vi confesso che è stato anche bello farsi trasportare da autobu e tram per arrivare in centro.

Zagabria si è dimostarta all’altezza delle aspettative:moderna,con un centro storico enorme  e completamente pedonalizzato,diviso in città alta e città bassa.
Entrambe le zone sono da visitare:piene di locali,birrerie,ristorantini,negozietti tutti inseriti in casettine d’epoca molto ben curate e ben tenute.

Nella città alta abbiamo visitato la bellissima piazza che ospita la cattedrale di Santo Stefano,in questa piazza ha sede il Parlameto e la residenza del Presidente ebbene in tutta la piazza vi era un solo poliziotto a presidiare questi importanti luoghi strategici,il paragone con la nostra bella Italia è stridente,e non poco.

Siamo rientrati in campeggio attorno alle 21,tanto ci sarebbe ancora da vedere in Zagabria ma il campeggio non ci invoglia  a sostare più a lungo,doamni ripartiermo di buon’ora:Beograd ed il cuore dei balcani ci attende.
Vi aggiornerà sugli sviluppi.


7 agosto
nastro di asfalto tra zagabria e belgrado niente turismo niente roulotte niente camper solo una immensa pianura infuocata nel mio cuore suona un violino gitano Vi scrivo dal wifi del Camping Dunav,Belgrado,Serbia.
La giornata è iniziata con l’attraversamento della immensa piana che collega Zagrabia a Belgrado.
Temperature torride,il termometro ha toccato i 40°,scarso il traffico veicolare nella lunga autostrada frequentata solo da camion  che trasportavano verso la Bulgaria vetture radiate,auto targate germania che trasportavano emigranti turchi di ritorno a casa per le ferie estive e pressochè nessun camper o roulotte,era molto bello sentirsi persi in questo mare per noi nuovo,fuori dalle rotte turistiche ordinarie.
Un momento di suspence lo abbiamo vissuto alla frontiera serba,dove ci è stato fatto un controllo documenti degno dei vecchi tempi andati quando schengen non esiteva:un poliziotto è anche entrato in caravan ed ha controllato armadio e bagno.
“Stefano dove vai”? Mi ha domandato, “Grecia! Ma prima voglio visitare Beograd e Skopije”.
Soddisfatto della risposta ci ha reso i documenti,ci ha fatto avanzare di 20 metri dove una sua collega dopo aver nuovamente verificato i documenti ci ha rivolto la medesima domanda e poi ci ha lasciato ripartire.

Siamo arrivati al Camp Dunav nel pomeriggio non senza difficoltà vista la pressochè totale mancanza di indicazioni,la scadente cartografia del nostro navigatore ed i lavori in corso nelle strade vicino a Belgrado.

il Campeggio è “ACSI inspected” ma siamo ai soliti standard balcanici:bagni vecchi,niente market,estrema semplicità e minimalismo.
A noi piace però,molto silenzioso,sufficientemente ombreggiato,il gestore molto cordiale.
Come il campeggio di Zagabria è un camping solo per i turisti di passaggio:massimo due notti e via.

Sistemata la caravan siamo  andati in città quando era ormai sera e devo dire che la Belgrado notturna ci ha affascinato:tanti tantissimi giovani,negozi aperti fino a  tardi,la città sembra vivere di un cuore pulsante molto attivo e bohemienne con artisti di strada,suonatori,acrobati.

Domani ci aspetta la visita al mercato ed un giro diurno,vi relazionerò quanto prima.

8 agosto
Questa mattina ci siamo alzati di buon’ora e dopo una colazione  a base di frutta siamo tornati a Beograd.
Abbiamo scelto di spostarci con i mezzi pubblici:è molto comodo prendere il bus n°707 che ferma a circa un chilometro dal campeggio e fa capolinea in pieno centro:la macchina preferiamo lasciarla in campeggio,meno rischi,meno fatica a trovare parcheggio,io potrei guidare ore e ore fuori città ma non sopporto di utilizzare la macchina nelle città,sopratutto quelle che non conosco.

Abbiamo fatto un bellissimo giro con il Bus turistico “open top” che con l’ausilio di cuffiette e spiega in lingua italiana ci ha consentito di visitare la Belgrado che a piedi e da soli non avremmo mai scoperto:la “Nuova Belgrado” costruita dopo il 1945 con il Palazzo dei Congressi,i grattacieli,i bellissimi ponti sulla Sava,la Fortezza di Belgrado,la cattedrale di san Michele,il Palazzo Nuovo,il Palazzo Vecchio,ed altri bellissimi palazzi e monumenti.
Belgrado è una città bellissima e dannata:antichissima (una delle prime città d’Europa),abbattuta almeno 40 volte ma sempre ricostruita,porta di passaggio e confine tra l’Europa orientale  e quella occidentale,città accogliente ma sanguigna, teatro di tragici eventi da sempre, i più recenti dei quali sono ancora visibili: i bombardamenti NATO del 1999 hanno distrutto diversi edifici della città che volutamente non sono stati ricostruiti sono lì testimoniare il crudele destino che accompagna da sempre questa meravigliosa città.

L’impressione che posso trarre da Beograd è che è bella ma di una bellezza tipicamente balcanica:un pò decadente,talvolta in abbandono,estremamente fiera di sè.

Volete farvi amico per sempre un abitante della città? Ditegli quanto è bella la sua Belgrado(tanto non state mentendo è la pura verità),gli si accenderà un sorriso che vi farà sentire a casa.

La visita di oggi si è conclusa al tipico mercato ortofrutticolo:a prezzi molto bassi si possono acquistare prodotti direttamente dalle mani dei contadini.

Siamo rientrati in campeggio nel primo pomeriggio,dedicheremo il resto della giornata a sistemare le foto,riposarci e preparare la giornata di domani:secondo il programma domani avremmo dovuto raggiungere la terza meta balcanica:Skopije,capitale della Macedonia ma  abbiamo deciso di fare una tappa intermedia sfruttando la possibilità di improvvisazione che una vacanza in roulotte può offrire:sosteremo a Nis,abbiamo sentito dire che è una cittadina molto bella,indugieremo quindi nel cuore dei Balcani,vicino al Kossovo,la Grecia con le sue spiagge per ora ci pare tremendamente remota,la febbre balcanica ci ha rapiti.

9 agosto
Vi scrivo da Skopjie,Camping Bellevue e vi racconto la giornata di oggi,che per alcuni fatti accaduti può essere definita decisamente drammatica.
Partiti di buon mattino da Beograd ci siamo immensi senza problemi sulla autostrada che punta a sud,volevamo effettuare una sosta intermedia a Nis per visitarla.

Purtoppo dopo pochi chilometri ci è venuta la sciagurata idea di lasciare l’autostrada con l’intenzione di percorrere la strada che ci separava da Nis in strada statale,per immergerci nella vita reale di questa regione.

Poche volte nella mia vita una decisione è stata tanto sbagliata:la strada si è dimostrata da subito in pessime condizioni e piuttosto stretta e dopo una curva a gomito abbiamo incontrato un passaggio a livello.
Fratelli voi mi insegnate che un passaggio a livello è anticipato da segnaletica verticale mediante cartelli a bande,le sbarre del passaggio a livello solitamente sono sovrastate da un palo con elica girevole ed avvisatore acustico.
Ebbene nel maledettissimo passaggio a livello in cui ci siamo imbattuti noi non c’erano nè la segnaletica verticale,nè l’elica girevole nè l’avvisatore acustico,erano due semplici semibarriere e nulla più.
Abbiamo iniziato l’attraversamento e quando la macchina si è trovata all’altezza della semibarriera questa senza alcun preavviso e molto,troppo e terribilmente velocemente si è abbassata.
Non ho potuto fare altro che constatare di trovarmi con il treno caravanistico diviso a metà:la macchina dentro al passaggio a livello sui binari,la roulotte fuori ma ovviamente agganciata.

Da questo momento tutto è accaduto in pochi secondi,ho agito senza pensare ma spinto dal puro istinto:sono sceso dalla macchina,ho afferrato con entrambe le mani la semibarriera che imprigionava il complesso auto+caravan e grazie al fatto che era fatta di latta molto debole,unitamente alla energia che mi è scaturita non so da dove l’ho piegata e spezzata.
Sempre senza pensare,decidendo di non poter fare retromarcia causa le auto che erano nel frattempo sopraggiunte dietro di me (non ho nemmeno pensato di guardare dietro,non sapevo quanti secondi mi rimanevano prima del disastro ferroviario) sono saltato in macchina e sono partito a tutta velocità attraversando le rotaie,infilandomi nello spazio libero della seconda semibarriera e portando in salvo Rosi,il complesso auto+caravan e me stesso appena in tempo per vedere il treno che sopraggiungeva a poche decine di metri ad una velocità che avrebbe portato tutti noi al disastro ferroviario e non so cosa altro.

Non sono un tipo che perde la calma facilmente ma poche decine di metri più avanti mi sono fermato con il cuore in affanno.

Miracolosamente eravamo tutti sani e salvi,compresi gli occupanti del treno.

L’unico danno è stata una quasi impercettibile graffiatura sulla canalina causata dalla semibarriera di latta,se questa fosse stata costruita in materiale più solido non so come sarebbe finita questa faccenda,la macchina sarebbe rimasta imprigionata,tra la barriera ed i binari non c’erano spazi di sicurezza,il treno sarebbe piombato sulla Jeep,senza dubbio.

Nessuno dei presenti che ha assistito alla scena si è sentito in dovere di fermarsi per prestarci conforto,non ci è rimasto altro altro da fare che ritornare sui nostri passi e rimetterci in autostrada.
I minuti seguenti sono state per me e Rosi colme di tensione e di angoscia per quanto accaduto,mai nella mia vita ero andato tanto vicino alla morte.

Per fotuna con il trascorrere delle ore mentre viaggiavamo la tensione ha iniziato a sciogliersi,abbiamo ragionato su che grande fortuna abbiamo avuto a portare in salvo la pellaccia nostra e quella degli occupanti del treno,addirittura senza danni materiali.

Metabolizzata questa disavventura abbiamo rincominciato a godere del viaggio e delle emozioni che ricevevamo da ciò che vedevamo:il sud della Serbia è molto particolare,i mezzi che si incontrano denotano l’arretratezza di questi luoghi:camion degli anni 50,molte auto Yugo e Zastava,ciclomotori che trainano carrelli autocostruiti.
Incredibile come guidano molti Serbi,un esempio tra tutti:dopo Nis l’autastrada si interrompe in quanto è in costruzione,la circolazione è su una corsia per senso di marcia con cartelli verticali che delimitano la mezzeria della carreggiata, ebbene più di qualcuno ci ha superato andando alla sinsitra dei carrelli,praticamente in senso vietato,ah ovviamente il limite di velocità era 60/km orari.
Un tizio dopo averci superato con questo sistema si è visto scoppiare un pneumatico,il tutto senza corsia di emergenza agibile.
Altre perle sulla sicurezza di queste strade:sulla autostrada in costruzione,non ancora asfaltata,abbiamo visto transitare un ciclomotore;in un tratto un uomo attraversava a piedi.
Insomma questa parte dei Balcani,il sud della Serbia,non è una terra facile,è per stomaci forti.
Ma tutto quanto vi ho sopra descritto potrà colpire noi viaggiatori abituati ai nostri elevati standard ma per un serbo che ha fatto anni di guerra fratricida credo siano ben poca cosa.

Verso le ore 15 siamo finalmente giunti al confine Serbo-Macedone e se i controlli per entrare in Serbia ci erano sembrati elevati abbiamo subito capito che per la Macedonia la faccenda sarebbe stata terribilmente più seria:ogni macchina ci impiagava qualche minuto per passare,insomma quasi un’ora di coda prima del nostro turno.
Arriviamo davanti alla garritta: oltre ai documenti avevo già capito che serviva la Rc auto,gliela porgo.
Lui la guarda poi dice: “manca l’assicurazione della caravan”.
Gli spiego che autoe rimorchio sono una cosa sola e che vige l’assicurazione della macchina.
“Dove sta scritto? Non leggo”
C’era scritto,estensione RC ai rimorchi,ma in italiano.
Preferisco evitare,non mi avrebbe mai creduto,avrebbe chiesto un fax dalla compagnia assicuratrice ovviamente in lingua inglese,avrei apssato la notte in frontiera.
colpo di genio,gli tiro fuori la RC Rischio statico,con tanto di targa roulotte e relativa carta verde.
Colpo vincente,scansiona tutto,quando vede la carta di identità di Rosi gli si apre un sorriso a 32 denti:”Ferrari! ahhhh,very good” (Rosi fa di cognome Ferrari).
Lo salutiamo.
Avanti 10 metri secondo poliziotto,documenti,Ferrari.
“ah Ferrari,like F1!”
E noi,”eh si proprio lei”.
Senza altre formalità entriamo in Macedonia.

I Balcani sono una terra meravigliosa,difficile e maledetta.
Domani la puntata su Skopjie.

10 agosto
Partiamo dal Camping Bellevue.
Finalmente un campeggio degno di questo nome:prato inglese ovunque,servizi igienici in buone condizioni,piazzole in asfalto,colonnine ad ogni piazzola,architettura del campeggio veramente ardita degna dell’architetto Galassetti disegnatore del Pioneer Plotter e di nuove concezioni di campeggi:piazzole disposte in modo da socializzare secondo un andamento vagamente sinusoidale,lavatoi sopraelevati.
Insomma un bel campeggio se non fosse che come molte cose nei Balcani si trova in stato di leggero abbandono; è situato in prossimità della tangenziale che porta in centro Skopjie ed è annesso all’Hotel Bellevue.
Prezzo elevato:30 euro a notte,oggi siamo gli unici ospiti,questo fatto dovrebbe farvi capire  quanto turismo c’è da queste parti.
Siamo lontani anni luce dalle grandi masse che affollano le città e le spiaggie in agosto.
Per andare in centro Skopjie  ci spostiamo in taxi:5 euro la corsa.
Skopje ci ha colpito molto,capitale della Macedonia è una porta tra oriente e occidente:la sua parte più antica è il cosiddetto bazaar ottomano Stara Carsijia con le strade lastricate,case e negozi in architettura arabo-ottomana,negozi di anticaglie,caffè turco,narghilè,donne velate che chiacchierano amichevolmente con ragazze in abiti succinti,due mondi che che si toccano,si compenetrano del tutto naturalmente.
La sera il quartiere ottomano si anima di giovani ed i locali si riempiono.
Improbabili (per i nostri standard) negozi che propongono eleganti abiti composti da giacca e pantalone in stile decisamente balcanico:il raso la fa da padrone.
In questo quartiere abbiamo cenato e pranzato,i prezzi sono molto bassi,la cucina un mix di balcanico (civapcici,raznici) ed arabo, zuppe,insalate,legumi conditi con spezie.
Ci piace passeggiare tra queste persone ospitali perdendoci tra i vicoli.

Molto bella da visitare è la fortezza Kale di origine Bizantina ma rimaneggiata dagli ottomani.

Diverse le moschee,ad ore stabilite è piacevole sentire il richiamo dei muezzin.

La parte moderna di Skopjie è invece  meno interessante,un pò anonima.

Le caratteristiche dei Balcani qui sono enfatizzate:ovunque polvere,molto abbandono,cani randagi,immondizia,parecchi gitani ma non abbiamo avuto la sensazione di sentirci insicuri,mai.
La gente è molto cordiale,bisogna superare una prima scorza di seriosità,se li si fa parlare si sciolgono,noi italiani siamo ben visti.

Domani non sappiamo che fare,le alternative sono due: da programma dovremmo entrare in Grecia e fiondarci al mare prima che i campeggi si riempiano per il ferragosto,l’alternativa è rimanere in macedonia scendendo al sud:Ohrid ed i suoi laghi.
Pare che laggiù gli standard turistici siano ancora più ridotti,stasera con Rosi “riunione vacanze” e poi si deciderà.
Alla prossima,un saluto dai meravigliosi balcani.


11 agosto
Dopo averci ragionato abbiamo deciso di raggiungere direttamente la Grecia senza tergiversare ulteriormente nei Balcani.
partiamo di buon’ora da Skopije e dopo l’attraversamento della Macedonia verso sud varchiamo il confine Greco attorno alle ore 12.
La Calcidica di aspetta ma con lei  la sfortuna che in questi giorni sembra ricordarsi di noi un pò troppo spesso.
I fatti:ci fermiamo a fare il pieno di gpl presso un distributore ed appena scendiamo dalla macchina sia io che Rosi ci rendiamo conto di aver lasciato le chiavi dell’auto all’interno,con la chiusura centrallizata in azione; risultato:noi fuori;soldi,chiavi,cellulari,documenti chiusi al sicuro dentro la macchina.
Ovviamente avevamo portato le doppie chiavi in caso di smarrimento,un paio le tengo io ed un paio Rosi,solo che questa volta Rosi ha lasciato la borsa dentro la macchina ed  la mia è  nel blocchetto di accensione.
Per il futuro c’è da cambiare procedura,la chiave  di scorta non deve mai stare nel medesimo luogo della chiave principale.
Un consiglio a chi mi legge:trovate un imbosco per la seconda chiave all’interno della caravan ma in luogo che sia sempre accessibile in qualsiasi momento e senza l’ausilio di serrature da aprire.
Ma torniamo al problema da risolvere: è domenica,di meccanici nemmeno a parlarne,il benzinaio,un albanese inizia a darci dentro con la procedura del filo di ferro.
Passa un’oretta e finalmente il suo lavoro porta i frutti sperati,la serratura scatta,la porta del paradiso si apre;ringraziamo, abbracciamo, ci sdebitiamo per il lavoro fatto e salutiamo ripartendo stanchi,sudati ma liberi.
La giornata è ancora lungi dal finire e dal riservarci sorprese:dopo pochi metri Rosi si accorge che non c’è corrente all’interno della caravan.
Cristo,impossibile,il vetto mi ha appena cambiato il cavo 13 poli.
Verifico:la strada dissestata dopo il confine greco aveva causato vibrazioni e saltellamenti alla rolutte tali da far saltar fuori sede il fusibile della 12V che gira libero all’interno dell’armadio.
Ripristino e si parte,per la giornata la somma delle sfortune dovrebbe essere colma.
Macchè,leggete il resto:arriviamo nella Calcidica,precisamente nel secondo dito,penisola di Sithonia.
Il primo campeggio che visitiamo è completo,vabbè,tiriamo avanti,a 3 chilometri c’è il secondo:Camping Areti.
Arriviamo,c’è posto,ovviamente solo in peno sole,alla modica cifra di 40 euro a notte.
Per una piazzola al sole.
Ma non è questo il problema,la ennesima sfiga della giornata ci aspetta allo sgancio della roulotte:il telecomando del mover non si accende:la centralina impulsa ma il telecomando non si accende.
Inutile cambiare batterie,il telecomando è morto,defunto,kaputt.
Fortuna vuole che tra i ricambi io abbia un secondo telecomando,stanco,sudato,e basito per la summa di accadimenti mi diverto a fare la procedura di sincronizzazione e finalmete la caravan si mette in movimento.
Ci piazziamo,siamo in ombra ma solo perchè è quasi sera,non ci vuole grande esperienza campeggistica per capire che domani avremo il sole in caravan dalle 8 fino ad almeno alle 16.
Stanchi ceniamo e poi andiamo a letto,anche per oggi ne abbiamo viste abbastanza,domani a mente lucida cercheremo di capire meglio la situazione,dove ci troviamo e cosa dobbiamo fare.

12 agosto
Questa mattina dopo colazione abbiamo preso la macchina e fatto il periplo della penisola di Sithonia con lo scopo di curiosare,vedere delle spiagge ma sopratutto farci una idea degli altri campeggi.
I panorami di Sithonia sono da mozzafiato,icona dell’immaginario collettivo di ciò che deve essere il mare:calette,golfi,sabbia fine,scogli,mare pulito e di tutte le tonalità del blu.
questa è Sithonia,la perla di Kalkidikì,la penisola Calcidica.
Le spiagge non sono molto affollate,e volendo ci sono calette raggiungibili solo a piedi presumibilmente deserte.
Questa la nostra impressione,dettata da poche ore di osservazione,in seguito sarò più preciso e circostanziato.
Campeggi, ci sono 2 tipi di campeggi:il tipico campeggio per greci,affollatissimo,rumoroso,talvolta una spianata sotto al sole,ma economico (massimo 30 euro a notte per 2 persone tutto cmpreso) e quello per stranieri:silenzioso,meno affollato,più costoso (attorno ai 40 euro a notte).
Vicino a Sarti ne abbiamo trovato uno “per greci” che piace a noi:semivuoto,ombreggiato,essenziale al limite dell’essenziale ma dignitoso e pulito.
Chiediamo il prezzo:19 pleuri,si può fare ci diciamo.
Facciamo ritorno al nostro Areti camping a Neos Marmaras con l’idea di sbaraccare domani mattina e fiondarci verso la nuova avventura quando parlottando con un tetesco di cermania occupante di una piazzola frontemare ventilata,panoramica e meravigliosa ci dice che proprio domani partirà e la lascerà libera.
YABADABADUUUU ecco il colpo di fortuna che aspettavamo! quindi cambio di programma,mai in vita nostra siamo riusciti  a trovare una piazzolina di fronte al mare,rimarremo quindi a Areti,che sebbene ben più costoso offre oltre al WIFI gratuito,diversi servizi,oltre che la sopracitata piazzola “special”.
Stasera si festeggia al ristorante,adesso andiamo a farci un bel bagno in mare,ci aggiorniamo domani.
Un abbraccio fratelli.


13 agosto
Questa mattina dopo una trepidante attesa i teteschi di cermania hanno liberato la tanto agognata piazzola e noi con grande pompa e felicità l’abbiamo immediatamente occupata.
La riflessione di quest’oggi verte su come una situazione contingente può influenzare la nostra percezione di un campeggio.
Ieri stanchi,parzialmente provati per le molteplici avversità occorse in questi giorni e posizionati in maniera sfavorevole in questo campeggio, volevamo cambiare ed a chi mi avesse chiesto pareri sul Camping Areti non ne avrei parlato certamente bene.
Oggi che ci siamo riposati,siamo piazzati in piazzola amena la mia visione del campeggio è decisamente favorevole.
Questo per dirvi che non sempre i commenti ed i giudizi su un certo campeggio sono del tutto attendibili,troppe sono le variabili che condizionano il nostro giudizio,

Torniamo a noi ed alla nostra giornata:una volta sistemata la caravan e cucina esterna non abbiamo fatto altro che riposarci sulle sdraio in piazzola,accarezzati da una costante brezza marina con la vista direttamente sul mare e la spiaggia a pochi passi da noi.
La situazione è meravigliosa,il rumore del mare ci culla costantemente ed il frinio delle cicale fa da contrappasso,c’è molto silenzio,tutti gli ospiti del campeggio sembrano fare il possibile per non rompere questa armonia e nessuno alza la voce,non ci sono radio accese,c’è un rispetto dell’altro davvero notevole.

I campeggiatori sono per la maggior parte tedeschi con qualche raro italiano.
Greci praticamente assenti,concentrati in altri campeggi della zona dove possono risparmiare sulla tariffa.

Abbiamo cenato,ed ora siamo in totale relax ad ascoltare lo sciabordio del mare,una fetta di luna in cielo,da lontano giunge il suono di una chitarra.
Contrariamente a molti campeggi dove l’inquinamento luminoso è notevole,al camping Areti la illuminazione pubblica è ridotta al minimo tanto da consigliare di spostarsi con una torcia,è meraviglioso non doversi difendere dalla luce  a tutti i costi,nella nostra piazzla ed in quelle adiacenti siamo tutti al buio,gli occhi si abituano,le stelle finalmente tornano ad essere quello che sono:specchio dell’universo.

Una coccinella è appena passata a trovarmi,passeggiando allegramente sul mio braccio.
Eh si,la fortuna sta girando,era proprio ora.
Un saluto dal Camping Areti,Neos Marmaras,Kalkidikì,penisola di Sithonia.


14/15 agosto
La vita scorre tranquilla al Camping Areti:silenzio e calma regnano assoluti,sembra impossibile che la vigilia di ferragosto possa essere tanto silenziosa in un campeggio.
La nostra giornata tipo:
< sveglia di buon mattino,attorno alle 7,30,immediato bagno in mare per risvegliarsi per bene.
< Colazione a base di abbondante frutta.
< collegamento internet per report,mail e per non sentirmi troppo lontano dai fratelli Antenati
< pranzo: a base di verdure insalata e pane,nulla più,il caldo è forte e sconsiglia cibi troppo calorici.
< pomeriggio: penichella in piazzola,raffrescati dal vento sul nostro balconcino vista mare
< tardo pomeriggio: bagno in mare con rilassamento in spiaggia,il sole a quest’ora non è più aggressivo e ci consente di godere dei suoi benefici raggi senza rischi per la pelle.
< sera:cena, a base di pasta,o qualche secondo piatto di cibo vegetale con contorno di verdure.
< dopo cena:nel silenzio e nella quiete della nsotra piazzola contemplazione del mare e delle stelle fino al momento del sonno.

Sembriamo due elfi:parliamo sottovoce,ci capiamo senza bisogno di tante chiacchiere,godiamo del silenzio,del riposo e dell’ozio,tre tesori che la nostra vita a Milano spesso ci nega.

A tutti dovrebbe essere concesso di vivere indefinitamente in questo modo fino a piacimento.
Se questo non avviene è per il destino di noi umani,destinati e “travagliare”.
Elfi e Folletti lo sanno,e nascosti dietro qualche pietra ci guardano dubbiosi,incapaci di comprendere tutto il nostro continuo indaffararci per rincorrere spesso solo ombre.


16 agosto
il ferragosto è trascorso senza che ce ne accorgessimo:nessuna grigliata con tavolate in campeggio,nessuno schiamazzo,nessun assembramento ai bagni,alle docce,ai lavapiatti.
Nella spiaggia del campeggio abbiamo contato 20 persone nel pomeriggio;sembra difficile da credere ma è così,io stesso non so farmene una precisa ragione visto che diversi report parlavano della Calcidica come di una regione piuttosto frequentata  dal turismo.
In pratica abbiamo trovato meno gente qui che non nel Peloponneso due anni fa.
L’unica ragione plausibile credo risieda nella natura del Camping Areti che avendo dei prezzi (relativamente) più alti rispetto agli altri campeggi di Sithonia scoraggia le grosse concentrazioni.
Come già detto nei giorni scorsi avevamo notato assembramenti e campeggi pieni in altre zone di Sithonia,quindi la situazione riscontrata ad  Areti potrebbe (il condizionale è d’obbligo,bisognerebbe approfondire) essere una piacevole eccezione.

Trascorsi alcuni giorni nella Calcidica mi sento di dire che rispetto al Peloponneso ha meno cose da visitare e di conseguenza offre meno possibilità di itinerare:il Peloponneso con la sue estensione di gran lunga maggiore offre zone archeologiche oltre che morfologie molto differenti tra una penisola e l’altra e quindi invoglia ai continui spostamenti.

Kalkidikì invece non è così:archeologia non ce n’è,una delle protopenisole (Monte Athos) non è visitabile, ed una seconda (Cassandra) è cementificata e da quanto abbiamo letto non vale la pena di visitarla; rimane quindi Sithonia che sembra fatta apposta per essere visitata con una roulotte:il periplo di questa protopenisola è di soli 100km e facendo base in un buon campeggio è possibile scoprirne le bellezze spostandosi con la macchina.

Proprio per poter godere di una piacevole alternanza tra relativo stanzialismo e movimento consiglio al viaggiatore roulottista che volesse visitare la Calcidica di effettuare il viaggio via terra:in pochi giorni di attraversamento dei Balcani si giunge a destinazione e ci si può finalmente dedicare al riposo ed al relax.

Per contro,un viaggio effettuato via mare con approdo a Igumenitsa,porterebbe immediatamente a destino ma per come siamo fatti io e Rosi dopo pochi giorni ci verrebbe un pò di noia ed insofferenza,necessitiamo infatti di alternanza di movimento e  staticità,insomma di cambiamento.

Anche oggi trascorreremo la giornata nelle due belle spiaggie del Camping Areti,domani ci alzeremo di buon’ora e con la macchina andremo a scoprire le bellezze di Sithonia.

16/17 agosto
Seduto al ristorante del campeggio in attesa della cena mi dedico al report giornaliero.
In questi due giorni abbiamo finalmente buttato il naso fuori dal campeggio ed iniziato a visitare le spiagge dei dintorni.
Procedendo di alcuni chilometri verso sud e solo su strada bianca ci siamo imbattuti in una serie di 3 spiaggette poco frequentate e molto belle.
Ciò che da subito ci ha colpito è la grande quantità di camper,tende e roulotte in sosta libera.
Affascinante,da un certo punto di vista il richiamo della sosta libera è davvero forte ma poi ci chiediamo dove le roulotte (che hanno tutta l’aria di stanziare per giorni) e le tende possano scaricare,la risposta che ci diamo ci lascia perplessi.

Il 17 agosto invece ci siamo spostati nella parte nord ovest di Sithonia per visitare la famosa spiaggia di Karidi in località Vourvourou:bella,come da aspettativa,mare stile Caribe ma il problema è che era affollatissima.
In pratica le spiaggie più famose,belle e rinomate vengono letteralmente prese d’assalto dai turisti,ci chiediamo quaindi se non sia meglio la nostra spiaggetta privata del Camping Areti:sconosciuta,senza colori caraibici ma con acqua pulita,semideserta e raggiungibile in 10 passi (contati) una volta scesi dalla caravan.
Con questo amletico dubbio vi saluto,ci aggiorniamo domani.

18 agosto
Oggi approfittando del fatto che il campeggio mette a disposizione gratuita degli ospiti diversi kayak monoposto e biposto ho deciso di sfruttare questa simpatica opportunità ed ho effettuato una escursione nelle isolette disabitate che si trovano vicino alla nostra spiaggia.
Il kayak è davvero un bel mezzo,a me fino ad ora sconosciuto,e con un minimo di attenzione ci può regalare soddisfazioni e  portare lontano.

Le isolette in questione sono rocciose ed hanno delle belle e manco a dirlo deserte spiaggette,è una sensazione molto bella quella di approdare e trovarsi da soli ed isolati in una lingua di terra e roccia lunga poche centinaia di metri lontani da tutto e da tutti.

Credo che al mio rientro a casa approfondirò la tematica della canoa:ti affranca una volta per tutte dalle affollate spiagge frequentate dalle grandi masse e ti consente di visitare luoghi altrimenti accessibili solo con natante.
Pagaiare con un kayak è una piacevole sensazione in quanto l’acqua,a differenza di barche  e gommoni,è a pochi centimetri da te:in pratica ti vieni  trovare al livello del mare ed il tuo stesso rapporto con il mare cambia,che differenza tra il pagaiare silenzioso a pelo d’acqua rispetto allo sfrecciare rumorosamente con un potente fuoribordo,direi che il kayak sta al mare come la bicicletta sta alla strada,entrambi silenziosi,rispettosi,a propulsione umana.
Una meraviglia.


19/20 agosto
Dopo una “riunione vacanze” io e Rosi abbiamo deciso di non lasciare Sithonia per un’altro mare,nel progetto iniziale infatti avevamo messo in cantiere una possibile visita all’isola di Tassos ma la piazzola privilegiata di cui godiamo,unitamente al rapporto qualità-prezzo del Camping Areti ci hanno fatto desistere dal desidero di muoverci: con 40 euro al giorno oltre al wifi abbiamo l’uso gratuito del kayak che ci consente di esplorare nuove spiagge senza dover utilizzare la macchina,un plus davvero da non sottovalutare.

Il mare in questa zona è pulitissimo ed i colori spaziano dal verde al blu a seconda dei fondali,nelle isolette disabitate raggiungibili in pochi minuti di pagaiate i colori delle spiagge sono generalmente nere a causa dei sassolini che le compongono.
Ieri eravamo in una di queste e con Rosi ci siamo sorpresi a fantasticare a voler trascorrere una notte in quella spiaggia:peccato non abbiamo sacchi a pelo e kayak di proprietà,ma se ne riparlerà alla prossima vacanza,ce lo siamo ripromesso.

Decideremo nei prossimi giorni se lasciare il campeggio per dirigerci verso le Meteore,località di montagna nel centro della Grecia insulare,sosteremmo un paio di giorni prima di iniziare la manovra di rientro che inizierà in ogni caso domenica 25.

Vedremo,per ora il mare e le spiagge di Sithonia ci hanno stregato, e la loro magia ci impedisce di partire.
Vi faremo sapere.


21/22 agosto
Niente da fare,da Areti non ci si muove.
Non è servito parlarne molto,ci siamo capiti al volo io e Rosi.
In tanti anni di campeggio quella che ci è stata donata dalla fortuna quest’anno è la “piazzola perfetta” e siccome la fortuna non capita spesso nella vita abbiamo deciso di sfruttarla fino in fondo.
Stanzialismo e intineranza:ne ho parlato svariate volte e questo tema è stato presente nei nostri pensieri in questi giorni non abbiamo però avuto dubbi sul voler rimanere; se avessimo avuto una piazzola più sfavorevole saremmo già partiti da tempo e chissà ora dove saremmo,probabilmente all’isola di Tassos oppure in montagna alle Meteore ma il fato non ha voluto questo e bene è stato rimanere.
Terremo le Meteore per una nostra futura vacanza insieme ad altre zone della Grecia peninsulare che ci siamo fatti consigliare dai locali conosciuti in campeggio.
In pratica abbiamo già nel cassetto bell’e pronto un prossimo giro in Grecia!

Ma veniamo al presente senza sognare troppo un lontano ed incerto futuro,oggi siamo andati a fare spese per il rientro:olio biologico ed olive ad ottimi prezzi,più regalini vari per amici e famigliari;domenica agganceremo,e da domani inizieremo i primi timidi preparativi (due settimane di stanzialismo fanno si che il campo sia abbastanza lungo da disfare!).
Il viaggio di ritroso sarà come da programma via Balcani ma limitando le soste al minimo indispensabile:niente soste in città quindi ma contiamo di coprire i 1600 km che ci separano da Trieste in due giorni e mezzo,in teoria ne basterebbero due di giornate di viaggio ma le frontiere Macedonia e Serbia ci faranno perdere del tempo,ne siamo certi.
Non abbiamo alcuna certezza di trovare un campeggio all’imbrunire dove sostare visto che non lasceremo mai l’autostrada;provvidenziale sarà la doccia che l’anno scorso ho fatto installare nel bagno della roulotte visto che salvo fortunate coincidenze faremo soste libere in autostrada.

Arriveremo a San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine dove sosteremo 3 giorni nella casa di campagna casa dei miei genitori,ottima occasione per riposare,lavare la caravan e la macchina (sono in condizioni disastrose!) e fare una montagna di lavatrici.

Questo il programma ma prima di domenica abbiamo ancora 2 giorni per godere di questo meraviglioso mare!

24 agosto
Oggi vorrei parlarvi della bellezza.
Tranquilli non preoccupatevi non è mia intenzione intrattenervi con un trattato filosofico sul tema ma poichè oggi pagaiando siamo approdati su uan una spiaggetta particolere mi sono venute in mente alcune cose che vorrei con voi condividere.

Utilizzando il kayak in dotazione agli ospiti del campeggio io e Rosi stiamo scoprendo in questi giorni delle microspiaggette sconosciute a molti e senza nome.
Sono spieggiettine a volte lunghe solo una decina di metri situate in uno degli isolotti disabitati raggiungibili in pochi minuti di kayak ma  che hanno la particolarità di essere deserte,silenziose,isolate,amene e circondate da un bellissimo mare.

Ora,per noi queste spiagge hanno una bellezza incomparabile pur senza avere le caratteristiche delle altre famose spiagge di Sithonia che le rendono rinomate: Karidi Beach,Kavourotri,Klimataria,Sarti,Sikia,Toroni, sono nomi di spiegge famose per la particolare bellezza delle loro sabbie e di conseguenza del mare in cui si rispecchiano:il bianco di queste sabbie regala al mare colori simili a quelli delle più famose spiagge caraibiche.

Ma,c’è un ma...noi ci siamo stati in uno di questi luoghi “famosi” era la spiaggia di Karidi,la quale proprio a causa della sua incomparabile bellezza era letteralmente presa d’assalto da folle di turisti vocianti,talvolta urlanti,baracchini-bar con musica ad alto volume.

Ora io mi chiedo “che cosa è il bello?” la famosa spiaggia caraibica assalita dalle folle o la spiaggetta deserta ma con colori “ordinari”?

Ad ognuno la sua scelta “del bello” a seconda delle proprie necessità e gusti.

Oggi a pranzo,per la seconda volta di seguito è venuta a trovarci la farfalla.
Sempre la stessa farfalla,riconoscibile dai colori e forma delle ali e dal comportamento:d’apprima si posa sulla mano con totale fiducia e vi rimane un pò quasi a volerci salutare,poi vola su una fetta di pane,estrae la sua probosicidina ed inizia a sondare il pane,se lo gusta e poi vola via.

Questo succede al Camping Areti,Sithonia,Kalkidiki.

Domani si parte,lasceremo questa parte di paradiso per un lento rientro verso casa.
Proprio oggi ho fissato a croce sul timone della caravan un paio di tibie appartenute a qualche animale rinvenute su un’isoletta,serviranno a tenere lontano dal nostro treno spiriti maligni,Troll e malefici durante la lunga attraversata balcanica.

Ci si legge al nostro arrivo.
Un abbraccio  a tutti.


27 agosto
Missione compiuta,vi scrivo dalla casa di campagna di miei genitori in Friuli,il “Grecia via Balkan” si è concluso.

Il viaggio di ritorno è stato proficuo:abbiamo coperto i 1600 km che ci separavano dal confine italiano in 2 giorni,abbiamo sostato in Area di Servizio ad un centinaio di km da Belgrado in totale sicurezza e molta tranquillità,il meteo ci è stato favorevole accompagnandoci quasi sempre con nuvole o pioggia così da non farci soffrire il caldo.

I controlli doganali macedoni,serbi e croati sono stati minuziosi come da aspettativa facendoci perdere un paio d’ore in tutto.

Le autostrade macedoni e serbe si sono confermate economiche ma molto “balcaniche”,ecco a caso qualche perla:

< autostrada Alessandro il Macedone,Macedonia del sud:sorpassiamo motocoltivatore a tre ruote con rimorchio che viaggia a 30km orari,sul rimorchio 6 contadini.
< Macedonia:un uomo attraversa l’autostrada ad un centinaio di metri avanti a noi con due grosse angurie in spalla
< Serbia:un uomo in bicicletta percorre un tratto autostradale in contromano lungo la corsia di emergenza
<Serbia: donna con borse della spesa cammina lungo la corsia di emergenza
< Macedonia e Serbia:emigranti turchi di ritorno dalle vacanze  e diretti in Germania,Belgio e Francia bivaccano nelle Aree di servizio,qualcuno prega in direzione della mecca,qualcun’altro dorme sdraiato sull’asfalto mentre i famigliari attendono in auto per ripartire.
< Bagni di un’area di servizio serba:un uomo si lava i piedi nel lavandino.

Questi i numeri:
66 le ore totali di guida
4189 i Chilometri percorsi

Appena arrivato in Italia ho tolto le tibie-talismano e le ho gettate tra i campi,hanno assolto egregiamente il loro compito,adesso non resta che preparare una nuova avventura.

 

Altri viaggi che potrebbero interessarti