Grecia centrale

grecia
Nickname
Libellula e Topav
Durata (giorni)
20
Tipo di Roulotte
Knaus + Fendt


Grecia Agosto - 2007

Grecia centrale e Peloponneso

A metà febbraio Antonio mi telefona e mi dice che ha prenotato il traghetto per la Grecia per le vacanze estive. Gli faccio i miei auguri e gli dico che per noi è presto per pianificare le vacanze estive.Il tarlo però intanto si insinua nella nostra testa e a metà marzo prenotiamo anche noi il traghetto.Partenza il 4 di Agosto da Venezia per Igoumenista, ritorno programmato per il 24 da Patrasso, in mezzo un giro di circa 2200 km per le strade greche. I giorni che precedono la partenza sono pieni di ansia perché per noi è la prima volta che saliamo su un traghetto con la caravan, i racconti che avevamo sentito fino ad ora erano pieni di frizioni surriscaldate e spazi stretti, boh!

Andiamo e vediamo che succede.
    
Antonio e famiglia partono 2 giorni prima di noi e le prime indicazioni che ci danno sono confortanti, il traghetto della compagnia Minoan Lines è molto grande e con rampe d’accesso simili ad autostrade e buoni spazi una volta parcheggiati. Tutto bene allora, pronti via. 2 ore prima dell’imbarco consigliavano di presentarsi per il checkin. Alle 11.00 eravamo già in fila, l’imbarco era alle 14.00 e, affiancati a noi c’erano delle caravan “curiose”.
    
Arriva il nostro turno, saliamo sul ponte, ci fanno parcheggiare e subito un addetto ci allaccia l’energia elettrica, ci sistemiamo e cominciamo a esplorare la nave.
    
La partenza è emozionante, ma ancora di più è attraversare Venezia con un natante così ingombrante: la vista è spettacolare. Il viaggio scorre via liscio senza nessun tipo di inconveniente. Alle 12.00 del giorno successivo sbarchiamo a Igoumenista, Antonio e famiglia ci stanno aspettando sulla banchina.

Il primo campeggio “camping Nautilos” a Plataria è carino, a vent’anni dalla costruzione è rimasto uguale, non gli hanno fatto niente, perciò gli edifici sono un po’ scrostati e i servizi datati, ma il tutto molto pulito. Abbiamo due piazzole con vista sul mare dove passiamo qualche giorno giusto per acclimatarci con l’ambiente piuttosto caldo e secco, difatti le colline attorno sono aride da fare impressione.
    
Si parte alla volta delle Meteore, 200 km circa che i vari pianificatori stradali danno percorribili in 5 ore,ci sembrano tante ma andiamo. Da Igoumenista parte una bella autostrada che sulla carta ci dovrebbe portare fino Metsovo e da lì poi mancano ancora 90 km alle Meteore. In realtà l’autostrada è ancora in costruzione e dopo pochi km dobbiamo uscire e proseguire sulla viabilità ordinaria. Le 5 ore che indicava il navigatore ci stanno tutte, anzi meglio aggiungere qualcosa. Strade intasate di tutti i mezzi possibili, dalle automobili che si infilano dappertutto, soprattutto quando ci si avvicina ad un tornante, per loro è il momento buono per uscire e superarti creando spesso delle situazioni da smadonnate, autobus stracarichi e camion che sulle salite fanno una gran fatica a proseguire. Verso pranzo facciamo tappa sul Katar Pass. proseguiamo sotto una pioggerellina che rende molto scivoloso l’asfalto; finalmente dopo tantissime curve arriviamo in vista delle Meteore. Sostiamo presso il “camping Vrachos” a Kastraki, dalle informazioni che avevamo preso prima di partire è indicato come uno dei migliori della Grecia. Di sicuro è uno dei più frequentati, e ogni giorno c’è un giro di campeggiatori che vanno e vengono da paura, il gestore parla anche italiano. Dedichiamo un paio di giorni alla visita dei monasteri e dintorni. La vista dei paesaggi che si trovano da queste parti vale il prezzo del traghetto.
    
Le tappe successive dovevano essere Delphi e poi Atene, però visto il tipo di strade che avevamo fino ad ora incontrato e, guardata la cartina stradale, notiamo che ci sono tanti km da fare nelle stesse condizioni dei giorni precedenti. Non ce la sentiamo di viaggiare ancora così. Si decide di cambiare itinerario e andare verso Trikala, Larissa e Lamia, zone che sulla carta presentavano mare e diversi campeggi a cui appoggiarsi. Mai decisione fu più infelice, dopo molti km in autostrada usciamo per cercare un campeggio, la vista è disarmante: bellissime receptions piene di marmi di pregio che poi si tramutano in campeggi semi deserti mal tenuti che si affacciano su una spiaggia inesistente perché coperta da alghe secche e puzzolenti e un’acqua che come colore faceva concorrenza al canale dei petroli di Marghera. Facciamo sosta per pranzo in un parcheggio e poi via verso Atene, puntiamo sulla periferia e più precisamente Rafina, in modo da abbinare la visita alla capitale e allo stesso tempo rilassarci in riva al mare.
    
Arriviamo in zona verso sera, un po’ stanchi e subito ci imbottigliamo per le vie della cittadina molto strette e affollate. Ora che scrivo queste note mi viene da ridere, ma in quei momenti vi assicuro che la tensione era molto alta.Passare su stradine con auto parcheggiate su entrambi i lati con dei treni di circa 12 mt. con curve da affrontare a 90° mi veniva da piangere, ma grazie al CB che ci teneva in costante collegamento tra le due auto ce la siamo cavata bene. Però del campeggio nessuna traccia, sganciamo una caravan e con la sola auto si va in cerca del campeggio. Il primo che troviamo, ha pochi posti liberi che non sono adatti alle nostre caravan e soprattutto la strada per accedervi non vi consente il passaggio. Che facciamo?Boh! Si va verso Atene, puntiamo su uno dei due campeggi che ci sono in città. Anche lì dopo varie peripezie sganciamo una caravan e con la sola auto andiamo alla ricerca del campeggio. Lo troviamo: è il “camping Nea kifisia”, è piccolo e pieno, però l’addetto alla receptions che parla bene l’italiano forse mosso da compassione o spaventato dai nostri visi un po’ “tirati” ci dice che se vogliamo, possiamo sostare nel piccolo parcheggio affianco della receptions. Fantastico, completamente in piano e con ghiaino a terra al contrario della polvere che si trova in altre zone del campeggio, siamo comodi alla piscina e al blocco dei servizi. Dopo una buona cena a base di souvlaki e birra andiamo a dormire. L’indomani visita alla città di Atene, partenza dal campeggio con l’autobus e poi con il metrò fino in centro e da lì, inizia il classico giro per le tantissime cose da veder in questa bellissima città.

Ripartiamo il giorno successivo per Nafplio nel Peloponneso, arriviamo a Iria “camping Posidon”, è il campeggio della zona che ha degli spazi che fanno per noi, difatti ha delle piazzole direttamente sulla spiaggia con fondo su ghiaino pianeggianti e protette da telo ombra, ottimo per conciliare la vacanza culturale al relax e a qualche battuta di pesca con i nostri figli (pesce niente ma tanto divertimento).
    
Visita al teatro di Epidauro e lo stretto di Corinto con il ponte che si immerge per lasciare passare il traffico navale.

Dopo un po’ si comincia a ragionare sulle tappe di avvicinamento verso il giorno dell’imbarco per il ritorno. Inizia il trasferimento Tripoli Megalopoli, poi giù diritti fino alla strada costiera, poi Pirgos e infine Glifa, dove ci fermiamo presso il “camping Ionion Beach” dove troviamo un equipaggio del nostro stesso club. Bel campeggio tenuto benissimo e pieno di turisti tedeschi, segnale che si tratta proprio di una buona struttura.

Altre belle giornate trascorse in piscina o su una vicina spiaggia di sabbia bianca la “golden beach”; una visita al vicino forte di Kàstro; visita anche alla rinomata spiaggia di Gialova che viene descritta come un atollo e che come tale si presenta: veramente uno spettacolo della natura.

…Poi come sempre le vacanze finiscono e bisogna rientrare, l’imbarco è per la mezzanotte del 24 a Patrasso. Già da qualche giorno la temperatura è particolarmente alta e difatti mentre ci allontaniamo dal campeggio vediamo degli incendi e un gran movimento di mezzi dei vigili del fuoco, da lì è cominciata la devastazione che nell’estate del 2007 ha bruciato gran parte della Grecia. Il viaggio di ritorno è andato bene a parte una leggera malinconia che sempre ci attanaglia al ritorno da ogni vacanza.

Una bella esperienza, bei paesaggi e tanta storia. Della Grecia dicevano che le strade erano strette e pure i campeggi,è vero in parte,strade strette ce ne sono soprattutto nel Peloponneso, ma la maggior parte è di larghezza normale, l’unico problema è che nell’attraversare i paesi a volte si incappa nel modo di guidare dei greci che a volte sono da “calci nelle chiappe”; per i campeggi con un po’ di pazienza si trovano di “misura “adatta a grosse caravan.


Equipaggi e mezzi:

Libellula - da Vicenza; Enzo, Daniela, Filippo e Nina la cagnolina - Nissan XTrail e Knaus Sudwind 500 FSK
Topav - da Padova; Antonio ,Alessandra, Angela e Alberto - Rover Defender 110 e Fendt Platin 540 TKM

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