Verona - Soave

USCITA

Verona - Soave

Dal 11-02-2022 al 13-02-2022
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Continueremo a chiedere a tutti i partecipanti di coniugare le uscite in compagnia con il rigido rispetto delle procedure consigliate:
1) divieto di assembramento;
2) mantenimento della distanza interpersonale;
3) uso della mascherina certificata sia nei luoghi chiusi che nei luoghi aperti.

VERONA - SOAVE

Periodo: dal 11 al 13 febbraio 2022
Struttura: Camping Verona Village
Indirizzo: Via Forte Tomba 44
Località: 37135 Verona
Telefono: (+39) 045/2050660
Email: info@campingverona.com
Sito: https://www.campingverona.com/
Coordinate GPS: N 45°23'33.1" - E 10°59'35.0"

Tariffe:
€ 20,00/notte ad equipaggio (docce, elettricità, camper service, acqua in piazzola).

Animali ammessi gratuitamente
Tassa di soggiorno: € 2,50 al giorno per ogni persona al di sopra dei 14 anni.

Per l'emergenza epidemiologica in atto, NON usufruiremo della tensostruttura del campeggio.

Check-in: la reception sarà aperta sino alle ore 23.

Check out: possibilità di uscire entro le ore 17 dell’ultimo giorno di soggiorno, senza sovrapprezzo.

Piazzole disponibili: 20

A soli 5 km dal centro della città, Camping Verona è la soluzione ideale per visitare le bellezze del centro di Verona, del lago o del suo circondario.
Una struttura di nuova concezione, che conta al suo interno ben 150 piazzole attrezzate per caravan e 22 mobile home appena realizzate.

Se interessati, queste le informazioni da inserire nell'adesione:

1) numero di partecipanti alla visita del castello di Soave (VR);

Gli orari di apertura del castello sono i seguenti:
mattino 09:00/12:00 - pomeriggio 14.00/16.00 .
L'ultima entrata è sempre 45 minuti prima dell'orario di chiusura.
Il castello dispone di un ampio parcheggio privato non custodito raggiungibile da via Mondello.

Non è necessaria la prenotazione, in tal caso è d'obbligo comunicare l'orario di arrivo telefonando al num.0457680036.
I prezzi per l'ingresso sono: Adulti euro 7.00, bambini fino ai 14 anni euro 4.00, Comitive € 5.00 (minimo 25 persone).
Il pagamento viene effettuato sul posto in contanti.

Le visite non sono guidate, ma sul posto sono presenti i nostri volontari per rispondere ad eventuali informazioni e/o domande.

Accesso consentito ai nostri amici animali, con le accortezze necessarie.
Dal 23/12/2021 l'entrata al castello sarà possibile solo se muniti di super green pass, con età superiore ai 12 anni.

Link utili: https://www.castellodisoave.it/it

2) numero partecipanti alla degustazione presso la cantina del castello.

Degustazione 1. Sfumature di Soave: un percorso per scoprire le diverse declinazioni del autoctono Garganega con il quale si produce il Soave DOC. La degustazione comprende: tour della cantina storica, calice di Soave Classico Castello, Soave Classico Pressoni e Recioto di Soave accompagnati assaggio di formaggi. 15 euro pp

Degustazione 2. Verona Experience: un viaggio tra i sapori per immergersi a pieno nell’esperienza veronese assaggiando i vini tipici della zona che comprendono le due aree Valpolicella e Soave, due territori vicini ma molto diversi tra loro. La degustazione comprende: tour della cantina storica, calice di Soave Classico Castello, Ripasso della Valpolicella e Amarone della Valpolicella accompagnati da un assaggio di formaggi e salumi. 20 euro pp

Degustazione 3. Mindful tasting: una degustazione che stimolerà i tuoi sensi. Sarai tu il protagonista grazie alla sperimentazione dei profumi e dei sapori che accompagnerà la degustazione dei nostri vini.
Dopo il tour della cantina, ricercheremo e assaggeremo i profumi e sentori tipici dei nostri vini e proveremo a memorizzarli.
Degustando poi i nostri Soave classico Pressoni, Ripasso della Valpolicella e Recioto di Soave, metteremo in pratica l’esperienza sensoriale fatta in precedenza per individuare quei profumi e sapori. 35 euro pp

https://cantinacastello.it/

IDEE e PROGRAMMA di VISITA

L’intera giornata potrà essere dedicata ad un’escursione sul Lago di Garda o alla visita di Verona.
Città dell’amore per eccellenza, della musica, del teatro e della lirica, Verona attira ancora oggi ospiti da tutto il mondo con la sua Arena, con il mito di Giulietta e Romeo e con la sua raffinata bellezza. Verona, così bella, fa innamorare proprio tutti: le sinuose anse dell’Adige, le romantiche strade medioevali, i mille suggestivi scorci, la musica… suscitano da sempre emozioni indimenticabili.

Per chi avesse già visitato la bellissima città di Verona, proponiamo Soave (VR). Distante circa 30 km la cittadina di Soave sorge ai piedi dei Monti Lessini e si presenta come un’amena cittadina medioevale.
Il primo insediamento è certamente di epoca romana, infatti esisteva un importante “pagus” lungo la via Postumia. Il borgo antico, da fonti attendibili, fu però fondato in epoca longobarda da una tribù di Svevi, dai quali deriverebbe, fin dall’anno 568 dell’epoca volgare, il nome “Suaves”, “Suevi” divenuto poi “Soavi” e finalmente Soave.
Le caratteristiche medioevali spiccano dal Castello Scaligero e dai numerosi palazzi costruiti in quel periodo.
Il Maniero domina l’intero territorio e la cortina muraria circonda interamente l’antico borgo. Le Mura Scaligere sono intervallate da 24 possenti torri merlate “alla ghibellina”, i merli superiori hanno infatti foggia a code di rondine.

IL CASTELLO DI SOAVE è una tipica costruzione militare del Medioevo: sorge sul Monte Tenda e domina la vasta pianura sottostante. E’ costituito da un’alta torre, il Mastio, intorno al quale, quasi come attorno ad un perno, si sdoppiano i giri delle mura che raccolgono tre cortili. Le mura, quindi, scendono ad abbracciare tutto il borgo medioevale.
Il Castello è raggiungibile a piedi da Piazza dell’Antenna, sita nel centro del borgo medioevale, oppure in automobile utilizzando la strada che vi sale da nord dell’abitato.
L’ingresso principale, munito di ponte levatoio, è protetto secondo l’uso medioevale da una torre possente, sulla quale sta un bassorilievo di San Giorgio.
Attraversando il ponte levatoio si entra nel primo cortile, costruito dalla Repubblica di Venezia nel secolo XV. Nel cortile si scorgono i resti di una antica chiese di modeste dimensioni, a tre absidi, l’origine si può datare al secolo X, al tempo delle incursioni degli Ungheri e fu realizzata ad uso della popolazione del luogo che vi si rifugiava.
Salendo, si entra nel secondo cortile, il primo dell’antico Castello per chi veniva dal piano ed il più vasto, detto “della Madonna”. La porta d’ingresso è sormontata da una torre; sulla cui parete vi è un affresco che rappresenta la Vergine. Sul dipinto è riportata la data del 1° giugno 1321.
L’ultimo cortile, il più elevato ed il più piccolo, costituiva per quei tempi un serio ostacolo ai nemici. Qui si alza la torre, o Mastio, che rappresentava l’ultimo e più strenuo baluardo di difesa e che probabilmente fu luogo di prigione e di tortura, come testimonierebbero le ossa umane qui scoperte durante i lavori di restauro. A sinistra della porta d’ingresso al cortile, si nota un affresco del 1340 raffigurante uno scudo con la scala scaligera a quattro gradini sostenuta da due cani rampanti; sullo sfondo un guerriero seguito da una schiera di soldati con bandiera scaligera.
Nel mezzo di questo cortile si trova un pozzo, antico quanto il Castello. A lato del Mastio si erge il palazzo con il Corpo di Guardia, a piano terra, dove è possibile ammirare le armi d’offesa e di difesa dei soldati scaligeri. Nel cortile interno, come in quello di mezzo, è possibile accertare l’originaria esistenza di edifici di ricovero dei soldati.
Una Scala esterna permette di salire a quella che, nel Maniero, era l’abitazione del Signore o del suo rappresentante: una casa medioevale ben conservata. La scala immette nella stanza centrale detta «La Caminata», che prende il nome dal grande camino.
Una porticina immette in un cortiletto pensile creato qualche anno dopo che la Repubblica di Venezia subentrò ai Carraresi nel possesso del Castello (sec. XV).
Da una porta della «Caminata» si passa alla camera da letto, in cui si può ammirare un importante affresco del 1200 raffigurante il Cristo crocefisso, la Madonna e la Maddalena.
L’altra stanza è la sala da pranzo ben arredata e sontuosamente decorata. Intorno alle pareti si trovano cassapanche e sedie, mentre nella cassetta di vetro che sta sulla credenza sono esposti cocci di stoviglie rinvenuti nella necropoli del territorio.
Proseguendo si entra in una stanzetta sulle cui pareti stanno cinque ritratti: Mastino I, fondatore delle fortune dei Della Scala; Cangrande, il personaggio più illustre della Signoria; Dante Alighieri, il sommo poeta che fu ospite a Soave degli Scaligeri, Taddea da Carrara, moglie di Mastino II, successore di Cangrande; Cansignorio della Scala, che ebbe il merito del restauro e dell’ampliamento del Castello. Egli circondò Soave di mura e fece costruire il Palazzo di Giustizia (Iuris Amica Domus) ed il Palazzo Scaligero (o del Capitano).
Uscendo da una piccola porta e saliti alcuni gradini si arriva sul «cammino di ronda», angusto, ma protetto, che permette di accedere al Mastio, il punto più alto del Castello, da cui si ammira uno panorama stupendo delle colline veronesi e della pianura padana.

LE MURA SCALIGERE
Costruite nel 1369, durante la dominazione di Cansignorio della Scala, recingono il paese dipartendosi dai due lati del Castello in un caratteristico e particolare effetto scenografico. Anticamente, tre sole porte davano accesso diretto al paese: a nord, Porta Aquila – il primo documento che ne parla è del 1374 (restaurata nel 2008), a est Porta Vicentina (restaurata nel 1986), e a sud Porta Verona (restaurata nel 2006) che dà accesso alla via principale, via Roma, e conduce nel cuore del paese.
Di proprietà del Comune, le mura, il cui intervento di recupero è stato esempio da manuale studiato in un summit mondiale nell’aprile 2008, hanno attirato l’attenzione di sovrintendenti, professionisti ed esperti internazionali di restauro.
Del ‘Camminamento di Ronda’ si è ripristinato il lastricato di pietra realizzando le protezioni di acciaio e legno per dare l’idea di com’era una volta e per invitare ad un percorso didattico sulle mura che partirà dal Castello e arriverà poi, oltrepassando anche quattro torri con solai in legno, sino al tratto di mura di via Torricella.
Forse si tratterà soltanto di un’arcana coincidenza ma mai come nel caso del Soave il nome di un vino ha espresso meglio la sua personalità enologica e la sua più intima identità di leggiadria, armonia, duttilità e freschezza.
Antichissime sono infatti le testimonianze della coltura della vite nella zona del Soave e grande è la fama di questo vino che accompagnò il cammino delle nostre genti fin dai tempi più remoti.

castello

IL SOAVE
La zona di produzione del Soave – riconosciuta a denominazione di origine controllata (DOC) – comprende in tutto o in una parte i territori dei comuni di Soave, Monteforte d’Alpone, San Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Caldiero, Colognola ai Colli, Illasi, Cazzano di Tramigna, San Bonifacio, Roncà, Montecchia di Crosara e S. Giovanni Ilarione.
L’uso della specificazione “CLASSICO”, in aggiunta alla denominazione “SOAVE” , è riservata al prodotto ottenuto da uve raccolte e vinificate nei territori dei comuni di Soave e Monteforte d’Alpone, nei quali si trova la zona originaria, detta “zona storica”.
La doc veronese, con la dicitura “Le Colline vitate del Soave”, è la prima denominazione italiana ad ottenere il riconoscimento di “Paesaggio rurale di interesse storico” entrando a far parte del “Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali” istituito dal Ministero delle politiche agricole e forestali con decreto ministeriale n.17070 del 19 novembre 2012.
Il territorio del Soave è Patrimonio dell’umanità per l’agricoltura, il primo in Italia legato alla viticoltura. Il riconoscimento è arrivato dal Comitato scientifico della Fao che ha inserito l’area vinicola come 53esimo sito mondiale riconosciuto come Patrimonio dell’umanità dell’agricoltura secondo il programma Giahs.

L’UVA
I vitigni fondamentali per il Soave sono la Garganega e il Trebbiano di Soave.
La Garganega è uno dei più antichi vitigni italiani ma solo nel Soave ha dato risultati di indubbio valore. Il Trebbiano di Soave, storicamente molto presente nei vigneti, ha lasciato sempre più posto all’esuberanza della Garganega.

cantina

I VINI
SOAVE DOC: Può essere considerato il vino bianco italiano per eccellenza. E’ un vino essenziale e caratterizzato da una vibrante acidità. Dal punto di vista organolettico ha un colore delicato, un naso nitido ed uno sviluppo gustativo rapido ed appagante.
SOAVE CLASSICO: E’ senz’altro un vino bianco più complesso, ottenuto nella fascia collinare dei comuni di Soave e Monteforte d’Alpone. E’ ideale negli abbinamenti con i pesci di mare, i crostacei, con gli antipasti, le minestre ed in genere con le pietanze gustose e leggere, anche con le carni bianche.
SOAVE SUPERIORE DOCG: Nasce da un progetto più ambizioso, da una accurata selezione dei vigneti e delle uve, curando particolarmente l’evoluzione del vino in cantina. Questo è un bianco di valore assoluto dove il rapporto con il cibo diventa ideale con formaggi, uova e carni bianche fino ad arrivare al baccalà.
RECIOTO DI SOAVE DOCG: Nel 1998 è stato il primo vino veneto ad ottenere l’attribuzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
Il Recioto è però un vino di antichissima tradizione. L’esistenza nel territorio veronese di un vino bianco dolce, simile all’attuale Recioto di Soave, è testimoniata ancora nel V secolo, nella famosa epistola di Cassiodoro, dotto ministro di re Teodorico. Indicazioni più precise sulla preparazione del “Recioto” vengono riportate, nel settecento, dal marchese Scipione Maffei, il quale scrisse che:” il serbar l’uva fino a Dicembre, lo spremerla poi delicatamente nel gran freddo e riporre il mosto, senza metterla a bollire, conservandolo assai tempo prima di porvi mano, è pur quello che con l’istesso plauso facciamo ora onorandolo con il nome di “Santo”.
Il Recioto si ottiene dall’appassimento delle uve migliori “le recie”, parte alata del grappolo della Garganega, con gli acini più ricchi di zuccheri e meglio esposti al sole.
Con il nuovo disciplinare di produzione, il Recioto di Soave ha un profilo più complesso ed elaborato, diventando un grande vino da meditazione. Il colore è giallo brillante, il profumo complesso che ricorda il miele d’acacia con sfumature floreali, armonico, corposo e gradevolmente mandorlato.


LINK utili:
http://www.turismoverona.eu/
http://www.visitgarda.com/it/lago_di_garda/
http://www.giuliettaeromeohalfmarathon.it/it/

Incaravanclub: nient'altro che passione

Tutti i soci si impegnano a rispettare il "Regolamento e organizzazione delle attività associative" consultabile sul sito web nel menù USCITE->REGOLAMENTO
https://www.incaravanclub.it/regolamento-uscite

 

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