San Marco dei Cavoti (BN)

USCITA

San Marco dei Cavoti (BN)

Dal 03-12-2021 al 05-12-2021
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Continueremo a chiedere a tutti i partecipanti di coniugare le uscite in compagnia con il rigido rispetto delle procedure consigliate:
1) divieto di assembramento;
2) mantenimento della distanza interpersonale;
3) uso della mascherina certificata nei luoghi chiusi, o nei luoghi aperti quando viene a mancare la distanza interpersonale.

San Marco dei Cavoti e le sue bellezze

Periodo: dal 3 al 5 dicembre 2021

Struttura: Laghetto Basilone Agricampeggio & Pesca sportiva
Indirizzo: SS 212 C.da Mandrioni km 47
Località: 82024 Colle Sannita (BENEVENTO) ITALIA
Tel. +39 339 385 3955

Sito web: http://www.agricampeggiolaghettobasilone.it/index.php
Mail:  info@agricampeggiolaghettobasilone.it

Coordinate GPS:N 41°24'50.0" E 14°52'05.7"

Disponibilità piazzole: 6

Tariffa: € 25 ad equipaggio a notte.

Tassa di soggiorno: come da regolamento comunale

Check in: dalle ore 8
Check out: da concordare con la reception.

Animali: ammessi.

Il servizio di sosta comprende:
uso elettricità
illuminazione notturna
utilizzo dei bagni con docce calde
carico acqua potabile
scarico
disponibilità barbecue, tavoli esterni e panche


L'Agricampeggio dista solo pochissimi chilomeri dai centri abitati, permettendoti di raggiungere brevemente tutti i vari servizi: minimarket, bar, farmacie, ristoranti, edicole, ecc.
Tutte le piazzole sono dotate di illuminazione notturna e situate in un ampio terrazzo naturale, con una stupenda vista sul lago e le colline.
Il boschetto che circonda l'agricampeggio e il piccolo lago ispirano interessanti passeggiate; inoltre nel laghetto si possono pescare varie specie di pesci, tra cui trote, storioni e tinche.

Su prenotazione è possibile mangiare o fare degustazioni di prodotti tipici locali (olio, vino, salumi...), è inoltre possibile prenotare piatti che gli ospiti possono comodamente mangiare in roulotte o nei tavoli all'aperto.
I bambini possono correre liberamente sul grande prato, dondolarsi sulle altalene, scivolare nel piccolo scivolo e giocare tranquillamente sotto il gazebo.

San Marco dei Cavoti
San Marco dei Cavoti è un borgo dalle antiche origini la cui storia affonda le proprie radici già nell'età preromana.
Il più antico nucleo abitato, collocabile presso Cenna, l'odierna contrada di Zenna, fu distrutto da un terremoto per essere riedificato su di un colle, oggi detto toppo di Santa Barbara.
Fu ancora un terremoto, intorno al 1349, a ridisegnare la storia del paese: questa volta gli abitanti superstiti si spostarono a nord fondando finalmente un nuovo centro, quello dove oggi è situato San Marco dei Cavoti.

E' intorno al 1350 che in una colonia francese, di origine provenzale, l'abitato trovò nuovo vigore demografico, grazie all'impulso e al bene stare di Luigi Shabran, feudatario della zona.
E' qui che vanno rintracciate le origini del toponimo del paese. Il nuovo centro abitato sorgeva, infatti, ai piedi della Chiesa Madre, successivamente intitolata a San Marco Evangelista, che rendeva onore al Santo vescovo di Eca a cui, sembra, gli Shabran fossero particolarmente devoti.
L'etnico "Cavoti" va invece fatto risalire a Gavots, nome degli abitanti di Gap, la città della Provenza da cui giungevano i coloni francesi.
 
L'epidemia di peste del 1656 decimò la popolazione, segnando l'espansione del paese fuori dalle mura medievali. Nel frattempo il feudo sammarchese passò al controllo dei Cavaniglia e quindi dei Caracciolo. Con l'abolizione del Feudalesimo, furono i nobili Gagliardi e le più agiate famiglie locali, fra cui gli Zurlo, i Ricci e gli Jansiti, a intercettare e acquisire la gran parte dei beni e dei terreni del circondario. Il terremoto del 1962 provocò ingenti danni al centro storico di San Marco che venne per gran parte abbandonato.
Gli abitanti si insediarono allora in nuovi quartieri, conferendo al paese la traccia di quello che è il suo assetto attuale.

L'economia di San Marco dei Cavoti, ancora squisitamente legata al settore agricolo, trova un forte stimolo nelle aziende dolciarie, legate già dal finir del XIX secolo alla produzione del Torrone e del Croccantino.

Il successo e la risposta economica riscontarti con la produzione delle specialità dolciarie sammarchesi ha trovato una nuova spinta nell'istituzione nel 2001 della Festa del Torrone e del Croccantino, quest'anno non ancora confermata dagli organizzatori. Link: https://www.lafestadeltorrone.it/

Cosa visitare
Museo degli orologi ospitato dal 2004 in uno storico palazzo di via Rovagnera che collega Via Roma al borgo antico. Si tratta di 52 esemplari di orologi da torre che compongono una galleria unica al mondo. Una preziosa collezione di meccanismi di orologi da torre, risalenti a partire dal 1400 circa, appartenenti alla collezione privata del maestro orologiaio sammarchese Salvatore Ricci, dal 2000 divenuti di proprietà del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Museo della Pubblicità Packaging Commercio ha sede in Piazza Risorgimento presso il Palazzo Jelardi nei locali del sottotetto. Emeroteca, biblioteca e museo civico in 13 sale complessive, quattro delle quali ospitano un'esposizione di materiale pubblicitario, arredi e altri oggetti legati al commercio dalla fine dell'800 ad oggi.

Piazza Risorgimento è una piazza a pianta quadrata sorta nel XVIII secolo al termine di Via Roma, e pavimentata in pietra calcarea locale. Vi si trovano i palazzi Jelardi e Colarusso, al suo centro una fontana ornata da quattro delfini in ghisa.

Palazzo Colarusso dopo un restauro negli anni 2000, è ora sede della Fondazione Iacocca.

Palazzo Jelardi progettato in stile neoclassico dall'architetto gesuita Giovan Battista Iazeolla, su committenza del cavalier Nicola Jelardi, è tuttora abitato dai discendenti della famiglia.  L'edificio è vincolato dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta.

Via Roma la strada collega Piazza Risorgimento a Porta Grande, caratteristica per la presenza di vari edifici signorili tra cui la palazzina Zuppa, i palazzi Valente, Zurlo e Jansiti (quest'ultimo poi de' Conno e quindi ex sede comunale).

Porta Grande è una porta del borgo medievale che conduce da via Roma alla Chiesa Madre. Nel tempo è divenuta parte integrante dell'adiacente palazzo de' Conno-Jansiti, oggi proprietà comunale. Sono superstiti altre due porte: Porta di Rose a sud, e Porta Palazzo che, passando sotto il Palazzo Marchesale, conduce in Largo Vicidomini. La quarta porta del paese, Porta Nuova, è invece scomparsa.

Chiesa Madre la Chiesa di San Marco Evangelista sorge sulla sommità del centro medievale. L'edificio religioso, così come si presenta oggi, è frutto del lavoro di restauro avvenuto nei primi anni duemila per volere del parroco Mons. Michele Marinella al quale è oggi intitolato il belvedere antistante.
Torre Provenzale (XIV secolo), antico carcere poi adibito a campanile della Chiesa di San Marco Evangelista.

Belvedere Grazionella (oggi Belvedere Mons. Michele Marinella), lo spiazzo davanti alla Chiesa di San Marco presenta un'ampia visuale verso sud, in particolare sul paese medievale dominato dalla Chiesa del Carmine, sulle campagne e montagne circostanti.

Chiesa del Carmine (XIV secolo), situata nella piazza omonima, ha subito vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli.

Borgo medievale di Piazzetta Vicidomini qui è possibile ammirare l'esterno di Palazzo Marchesale (XIV secolo e successivi) e proseguendo il Teatro di piazza Mercato.
Statua bronzea della Gloria, realizzata nel dopoguerra in sostituzione del monumento ai caduti trafugato dai tedeschi, ornò il Parco della Rimembranza finchè venne sostituita con copia del monumento originale. Da allora restò nei depositi comunali fino al 1997 quando fu posta in piazza Mercato, dedicata agli emigranti, poichè anni prima venne appunto donata dai sammarchesi residenti all'estero.

Chiesa di San Rocco costruita nel largo omonimo, immediatamente fuori dalla Porta di Rose, dai pochi superstiti della peste del 1656. La chiesa è stata restaurata e riaperta al culto nel 1994.

Chiesa rurale di Santa Barbara (XVI secolo), situata sull'omonimo toppo (collina). La struttura, rimaneggiata nei secoli successivi, è stata restaurata e riaperta al culto negli anni 2000.

Mulino Jelardi in contrada Calise (XVII secolo), lungo il percorso del Regio Tratturo.

Casino Jelardi (XIX secolo), in contrada Zenna. Residenza di campagna della famiglia, attualmente di proprietà della famiglia Caruso, include la cappella gentilizia di Sant'Alfonso.

 

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